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La "Fase 2" di CAV tra smart-working, test rapidi e orologi intelligenti

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Smart-working, continuità operativa e sicurezza dei lavoratori: Concessioni Autostradali Venete è già pronta per la “Fase 2”. L’azienda sta predisponendo i piani di rientro del personale, che da settimane opera con ottimi risultati in modalità smart-working. Tanto che anche la ripartenza sarà all’insegna della prudenza e prevederà ancora un uso importante del lavoro agile, in modo da garantire al massimo la tutela dei lavoratori e ridurre al minimo il rischio per la salute di tutto il personale.

Fin da ora, indipendentemente dalla “road map” e dai tempi di riapertura delle attività decretati dalle autorità, la Società è in grado di proseguire in piena operatività grazie a tecnologie e processi di digitalizzazione adottati già prima dell’avvento del Covid-19.

In questi mesi infatti, grazie allo smart-working, Concessioni Autostradali Venete è stata in grado di mantenere gli stessi livelli occupazionali precedenti all’emergenza. Tra i lavoratori giornalieri, più di 8 dipendenti su 10 hanno potuto proseguire l’attività da casa: in pratica tutto il personale dipendente, escluso solamente quello a presidio delle infrastrutture (esattori, manutentori e viabilità).

Una volta scoppiata la crisi epidemiologica, l’azienda è stata in grado di riconvertirsi in pochi giorni in modalità smart-working, garantendo tutti i posti di lavoro, la normale gestione autostradale e le manutenzioni. Nelle scorse settimane in Concessioni Autostradali Venete ha lavorato da remoto l’85% del personale impiegato normalmente in ufficio. Al lavoro “in presenza” è necessariamente rimasto, pur con particolari turni e disposizioni di impiego per garantirne la sicurezza e la salute, il personale di presidio: le squadre di manutenzione, gli operatori del Centro Operativo, gli Ausiliari della viabilità e gli impiegati nei servizi essenziali normalmente garantiti dall’autostrada.

Questo perché già da tempo in azienda si erano gettate le basi per creare una società “smart”, con tecnologie avanzate per l’utenza e i lavoratori. Le attività e le azioni intraprese negli ultimi anni hanno riguardato sia le modalità di gestione delle infrastrutture, finalizzate a una maggior sicurezza per gli utenti e fluidità del traffico, sia all’implementazione delle tecnologie interne, in ottica di razionalizzazione ed efficientamento dei processi operativi. Oggi quelle basi si stanno rivelando preziose ed essenziali per affrontare il momento di difficoltà determinato dall’emergenza sanitaria in atto.

Alcuni dati: nell’arco di un mese Concessioni Autostradali Venete ha organizzato oltre 150 riunioni da remoto, senza contare quelle non organizzate, per una durata complessiva di oltre 4500 minuti a marzo, quota già raggiunta anche nel mese di aprile. Sulla piattaforma di comunicazione utilizzata sono attivi oggi 230 utenti, in pratica un account per ogni dipendente: un centinaio gli utilizzatori, dato che trova riscontro nel fatto che il personale giornaliero in azienda è proprio di 100 persone circa. Infine la durata media delle sessioni remote: circa 8 ore, a dimostrazione del buon funzionamento degli strumenti forniti ma anche dell’organizzazione stessa del lavoro dei dipendenti.

Anche per quanto riguarda l’impiego di soggetti terzi Concessioni Autostradali Venete sta garantendo la collaborazione con le imprese, assicurando così non solo la manutenzione ordinaria e straordinaria delle proprie infrastrutture, necessaria per garantire la sicurezza degli utenti, ma anche mantenendo la regolarità dei pagamenti delle prestazioni e dunque garantendo ossigeno alle imprese sul territorio in un momento particolarmente delicato per l’economia.

Nel frattempo si sta lavorando ai piani di riapertura e rientro del personale, una volta che arriverà il nulla osta dalle autorità: tra le ipotesi al vaglio c’è il potenziamento dei sistemi di misurazione della temperatura corporea (già effettuata manualmente in queste settimane) con termoscanner nella sede della società a Mestre e la ridefinizione della capienza degli spazi all’interno degli edifici aziendali, in modo da garantire la distanza minima tra colleghi. È allo studio anche il compartimento dei locali che prevedono la presenza di più persone e la modulazione dei turni per il personale turnista, per evitare la compresenza di persone negli stessi ambienti lavorativi. Concessioni Autostradali Venete tra l’altro si è proposta come azienda volontaria per effettuare i test sierologici rapidi su tutti i propri dipendenti, in modo da figurare come campione rappresentativo del mondo produttivo nello screening della popolazione lavorativa in Veneto.

Un contributo decisivo alla gestione della “Fase 2” si è avuto grazie a un programma di ricerca a cui ha partecipato Samsung Electronics Italia e sviluppatori territoriali come appFORGOOD, che hanno permesso di approntare ulteriori strumenti a tutela del lavoratore. Grazie infatti con la collaborazione con questi partner in tema di gestione della proximity e tracciamento del contagio acquisita durante la crisi Coronavirus, è in corso lo sviluppo di nuove applicazioni per i wearable devices in uso alla Società: con i cosiddetti “smart-watch” sarà possibile monitorare le condizioni fisiche e i potenziali fattori di rischio per il lavoratore, per esempio avvertendo il portatore in caso di riduzione eccessiva del distanziamento sociale con altri soggetti. Il loro impiego sarà concordato con le RSU aziendali.

«Con l’avvento della crisi – spiega la Presidente di Concessioni Autostradali Venete Luisa Serato – l’azienda è riuscita a riconvertire la propria operatività dalla sera alla mattina, grazie a modalità di lavoro a distanza ben collaudate. Oggi i nostri dipendenti stanno lavorando come se fossero in ufficio e devo ringraziarli una volta di più per la loro dedizione e spirito di adattamento. Nel frattempo stiamo attuando tutti gli accorgimenti necessari affinché possano riprendere al più presto attività “in presenza” nella nostra sede di Mestre. Una cosa è certa: l’aver avviato attività smart in azienda in tempi non sospetti, ci sta permettendo oggi di fronteggiare in maniera ottimale la fase emergenziale, come ci consentirà di riconventirci, quando sarà possibile, nuovamente nella Fase 2, senza scossoni».

«Fu Don Milani ad adottare il motto “I CARE”, prendersi cura del prossimo. In una società come la nostra – ha aggiunto l’AD, Ugo Dibennardo – il “CARING” presuppone organizzare ed autoregolare i propri comportamenti ma anche agevolare e consentire l’autoregolamentazione, la responsabilizzazione al fine di poter continuare ad operare, tutti, in maniera funzionale e sistemica. Anche il prevedere quelle che possono essere le future necessità rientra nell'ambito del doveroso prendersi cura degli altri. E’ così che tutti gli sforzi precedentemente investiti nell'avanguardia tecnologica si sono resi, durante l’attuale emergenza, particolarmente efficaci e produttivi. Il nostro primo obiettivo è la sicurezza stradale, il prenderci cura di noi per poter continuare ad offrire servizi a tutti».